ERASMUS+ MIND: NON UN PROBLEMA MA UN’OPPORTUNITA’

Una “Guida per immigrati e locali” e un calendario in sintonia con l’argomento sono il frutto del lavoro svolto in due anni e mezzo di incontri e scambi nell’ambito del progetto europeo Erasmus+ MIND.

Un tema difficile quello dell’inclusione tra gli abitanti dei paesi europei e degli immigrati che si chiude in una realtà sociale diversa da quella in cui è stato concepito, una realtà in cui il processo di inclusione sembra essersi “evoluto” in uno di esclusione.

E allora ci auguriamo che la presentazione di questa guida, che ha riscosso notevoli consensi e apprezzamenti, abbia rappresentato un momento di riflessione per quanti hanno partecipato di persona, letto gli articoli o visto i servizi che la raccontavano.

La guida che contiene informazioni utili per immigrati e locali ed è scritta in italiano e inglese, è uno strumento operativo e come tale verrà utilizzato dal Comune di Fano e dalle associazioni a cui sono state distribuite un considerevole numero di copie, per facilitare l’ingresso nella nostra città di cittadini provenienti dal mondo.

Il progetto ha coinvolto cinque paesi che coprono un’ampia zona dell’Europa: Cipro, Germania, Irlanda, Italia e Svezia. Questo ha consentito di confrontarsi con approcci diversificati e ha messo gli studenti nella condizione di studiare le modalità di contatto e interazione che caratterizzano ogni paese anche in funzione della latitudine di appartenenza. Con la stessa filosofia si è proceduto a studiare le tradizioni e la cultura dei paesi appartenenti ai principali flussi migratori. La parola d’ordine è stata, potremmo dire con una frase inglese, “In your shoes”.

La guida è stata ideata e prodotta interamente dagli studenti  del Polo e i loro partner  stranieri, che hanno utilizzato le mobilità nei vari paesi per definire e confrontare il progresso dei lavori e incontrare, tratto distintivo di ogni mobilità, gruppi di immigrati al fine di conoscere  le motivazioni, le difficoltà, gli aspetti positivi, i sentimenti, l’accoglienza e le zone d’ombra che hanno caratterizzato il percorso di chi ha partecipato in prima persona a questa che potremmo definire una ‘diaspora’ epocale.

Gli studenti hanno preso parte al progetto con serietà, interesse ed entusiasmo, coordinati dai proff. Tiziana Volpato e Lanfranco Mancini.

Come è accaduto in ognuno dei progetti europei a cui abbiamo partecipato, ognuno di noi, studenti e insegnanti, porterà con sé un pezzetto di ogni posto che ha visitato, delle persone che ha incontrato, dei rapporti che ha instaurato.

Tutto questo verrà messo in uno di quei piccoli cassetti della memoria che saranno aperti all’occorrenza per piacevoli ricordi o meglio per condividere con altri lo spirito comunitario e di solidarietà che dovrebbe animare ogni cittadino e che fa di noi delle Persone.


Pubblicata il 20 marzo 2019

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